La memoria incisa nel marmo: Salvatore Donato e gli amici della “Base” ricordano il partigiano Bruno Bossi

Forza d’Agrò – Ci sono storie che il tempo non può cancellare, soprattutto quando sono radicate nei valori della libertà, della Resistenza e di un’amicizia profonda capace di unire il Nord e il Sud d’Italia. È il caso di Bruno Bossi, figura di primo piano della Liberazione milanese e della politica del dopoguerra, la cui memoria continua a vivere non solo nei libri di storia, ma anche nei luoghi che hanno fatto parte della sua vita privata.​

Proprio per sottrarre all’oblio il suo straordinario percorso umano e civile, l’amico fraterno Salvatore Donato e gli storici compagni della corrente politica “La Base” hanno voluto omaggiarlo con una lapide commemorativa. Il marmo è stato affisso a Forza d’Agrò, nel nostro splendido paese, proprio sulla facciata della casa di Salvatore Donato.

In questa dimora, nel lontano agosto del 1978, Bruno Bossi trascorse un periodo di vacanze estive insieme alla sua amata moglie Angelica, godendo della quiete e dell’ospitalità del paese.​

​Nato il 29 aprile 1922, Bruno Bossi fu un giovanissimo protagonista della lotta contro il nazifascismo. Il suo legame con il territorio lombardo di Cuggiono e della Valle del Ticino fu fondamentale: qui partecipò attivamente alla creazione della primissima formazione della Resistenza locale, quel nucleo partigiano che avrebbe in seguito assunto il nome storico di Brigata “Poldo Gasparotto”.

​La scelta di schierarsi per la libertà ebbe però un prezzo altissimo. Il 3 febbraio 1944, Bossi venne arrestato dai nazifascisti a Milano. Dopo i duri giorni di prigionia nel carcere di San Vittore, il 4 marzo dello stesso anno iniziò il suo viaggio verso l’inferno della deportazione: prima il campo di concentramento di Mauthausen, poi il trasferimento nel famigerato sottocampo di Ebensee. Lì, in condizioni disumane, Bossi resistette con fermezza fino al 6 maggio 1945, giorno in cui le truppe americane liberarono il campo, restituendolo alla vita e alla libertà.​

Nel dopoguerra, Bossi non smise mai di lottare per un’Italia democratica, unita e attenta ai lavoratori. Fu infatti tra i fondatori della sinistra democristiana della corrente “La Base”, nata a Belgirate nel 1953, distinguendosi sempre per rigore morale e passione civile. Negli anni ’70 si consolidò lo stretto legame con Salvatore Donato e gli altri esponenti della corrente.

​La lapide, ben visibile sul muro dell’abitazione forzese riporta in calce un piccolo ritratto fotografico del partigiano e le sue date biografiche (29 aprile 1922 – 22 dicembre 1994).

L’iscrizione si chiude con una dedica che testimonia l’affetto immutato degli amici:​

​«Caro Bruno sei stato un esempio per tutti noi e sei sempre nei nostri ricordi… Al caro Bruno eroe silenzioso ed esempio di vita indimenticabile, a 100 anni della sua nascita».​Oggi, grazie a questo tributo ad opera di Salvatore Donato, le pietre storiche di Forza d’Agrò custodiscono il ricordo di un “eroe silenzioso” che, dai drammatici confini dei lager austriaci fino alle sponde della Sicilia, ha contribuito a edificare e a testimoniare le fondamenta democratiche del nostro Paese.

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