Anche Sant’Alessio ricorre al Tar per il referendum su Scifì

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S. Alessio – C’è un altro ricorso  è stato presentato al Tar per l’annullamento del decreto che ha convocato il referendum per la secessione della frazione Scifì da Forza D’Agrò e l’aggregazione al vicino comune di Sant’Alessio. Lo ha depositato per l’esame dei giudici amministrativi un “Comitato per Sant’Alessio e Scifì Uniti”, costituito da qualche settimana a Sant’Alessio ed il cui legale rappresentante è Francesco Biagio Santoro, che altri non è che il candidato sindaco (sconfitto) alle ultime amministrative. Quindi, dopo il sindaco di Forza D’Agrò, ricorre anche un comitato “pro Sant’Alessio”. Quest’ultimo chiede però solo il parziale annullamento del decreto dell’assessore regionale alle autonomie locali, Patrizia Valenti, con il quale l’11 settembre veniva ufficialmente accolta la richiesta di secessione – aggregazione del comitato “Pro Scifì” presentata nel 2008 e veniva disposta l’indizione del referendum, seppure limitato solo agli elettori di Forza D’Agrò e Scifì. Ed è proprio questa limitazione che a Sant’Alessio vogliono cassata in modo che possano esprime la loro scelta anche gli elettori di Sant’Alessio che hanno un interesse diretto nella questione visto che, qualora dovesse passare il si alla secessione di Scfì si ritroverebbero aggregata la frazione automaticamente. Come si ricorderà, il consiglio comunale di Sant’Alessio nella seduta del 15 ottobre 2008 aveva accolto favorevolmente ed alla unanimità l’offerta del comitato “Pro Scifì”. Ma l’assessore regionale nel decidere di coinvolgere solo gli elettori di Forza D’Agrò non avrebbe tenuto in considerazione “un passaggio semplicemente logico – scrive l’avv. Salvatore Smiroldo che rappresenta gli interessi del comitato Pro Sant’Alessio –  che anche il Comune di S. Alessio Siculo deve modificare i propri territori o subire il passaggio di parti di territorio e di popolazione”. Quindi anche gli elettori di Sant’Alessio devono poter dire la loro. Ma c’è anche il fatto che il nuovo consiglio comunale di Sant’Alessio il mese scorso si era posto alcuni interrogativi che riguardavano il “costo” di questa operazione-aggregazione, e siccome non era stato quantificato l’ammontare dell’indennizzo che Sant’Alessio avrebbe dovuto versare a Forza D’Agrò per la sottrazione di una parte di territorio, si era preso tempo e non revocare la delibera del 2008, come da proposta dell’assessore al bilancio Giuseppe Bartorilla (sostenuto dal sindaco Rosa Anna Fichera).

Il primo ricorso contro il decreto dell’assessore regionale alle autonomie locali era stato presentato qualche settimana fa dal sindaco di Forza D’Agrò, Fabio Di Cara, che aveva affidato l’incarico all’avv. Nino Gazzara. In questo caso si chiedeva l’annullamento in toto del decreto perché sarebbe stato viziato da legittimità la petizione con la quale il comitato Pro Scifì aveva chiesto il referendum. A firmarla è stata solo una piccola parte della popolazione residente a Scifì (200 elettori su 400) e non il 30 per cento della popolazione dell’intero territorio (quindi anche di Forza D’Agrò centro) così come prevede la normativa vigente. Ora la battaglia passa nelle aule giudiziarie del Tribunale amministrativo regionale. Si spera che una decisione venga presa al più presto, tenuto conto che la data del referendum si avvicina e che quindi sarebbe auspicabile che si facesse chiarezza sulla situazione, nel senso che si riconosca il diritto dei cittadini di Sant’Alessio ad esprimersi su una questione vitale per il centro rivierasco.

Ci sembra incredibile che l’Assessorato regionale alle autonomie locali abbia riconosciuto il diritto ad esprimersi ai cittadini di Scifì e Forza D’Agrò e non abbia esteso tale diritto anche ai cittadini di Sant’Alessio, che hanno tutte le ragioni del mondo per protestare e cercare in tutti i modi di farsi riconoscere il sacrosanto diritto di esprimersi su una questione tanto delicata.

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