La cazzata del referedum

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Forza d’Agrò – Non ci sono altri termini per definire ciò che quattro gatti stanno portando in porto per una serie di motivi che vi spiegheremo di seguito.

Noi vi racconteremo tutta la verità che c’è dietro a questo Referendum: Odio politico, mania di protagonismo, frustrazione, prove di forza politica ed una bella dose di ignoranza. Sono questi gli ingredienti base di questa triste storia, il tutto somministrato con una bella dose di bugie.

Il numero di sostenitori di questa operazione, destinata al fallimento, si contano sulle dita di una mano. Che sia destinata a fallire lo dichiarano loro stessi, difatti già hanno la soluzione per il dopo: la richiesta di referedum per accorpare i tre comuni. Questo la dice lunga su quanto loro stessi credano sulla riuscita della votazione, quanto meno darà ad alcuni la possibilità di far parlare ancora di se, in caso contrario l’alternativa sarebbe l’oblio.

Già in passato di fronte questa scelta gli avi, evidentemente più lungimiranti, avevano optato per Forza d’Agrò. Oggi certamente si rigirano nella tomba alla sola notizia di ritrovarsi di fronte la stessa scelta.

La bufala più grossa che raccontano alla gente di Scifì è quella che con la scissione da Forza d’Agrò e l’accorpamento a S. Alessio aumenteranno i servizi in paese.

Visto che per servizi si intende Ufficio Postale, Guardia Medica, Scuole: dimenticatevi di tutto ciò. Nessuna di queste attività, se questa fantomatica ipotesi andasse in porto, sarà aperta a Scifì ed i cittadini se volessero usufruire di codesti servizi dovranno recarsi a S. Alessio Siculo, come tra l’altro devono fare adesso. Essere residenti non apporta nessun vantaggio, le norme in materia danno gli stessi diritti a tutti i cittadini. Quindi cosa guadagnerebbe la frazione???

Se ciò dovesse accadere si verificherà che da frazione passerà a piccolo borgo senza nessun esponente politico. Oggi a rappresentare la frazione ci sono un vicesindaco, un assessore e ben 5 consiglieri. Con l’accorpamento a S. Alessio si rischia di rimanere senza nemmeno un consigliere, visto che difficilmente tutti i voti convergeranno su una persona. Senza nessun rappresentante in amministrazione cosa pensate possa fare S. Alessio per Scifì?

Da non dimenticare che la scuola a Scifì è stata chiusa grazie al contributo di questi soggetti che hanno fatto una politica per fare iscrivere i bambini nel comune limitrofo anziché nello stesso borgo. Quando l’amministrazione con a capo il vicesindaco si impegnò affinché aprisse la scuola materna, gli stessi soggetti hanno fatto orecchie da mercante.

Di fatto ad oggi il primo merito che hanno i promotori del referendum è la chiusura della scuola dedicata al prof. Lombardo.

A S. Alessio non importa nulla dell’accorpamento, lo dimostra il cambio di idea di Foti che oggi è in piena campagna elettorale. Con questo referendum vuole dimostrare al sindaco Fichera che non ha più la maggioranza. Per farsi strada alle prossime elezioni e far fuori la Fichera ha sposato a pieno la tesi dell’accorpamento, cosi la strada si inizia a spianare. L’intento per i santalessesi è quello di fare una verifica elettorale.

Per forza d’Agrò è una perdita, uno smembramento di territorio, uno schiaffo alla storia. Chi vota si ripudia le proprie origini per trasferirsi in un centro che dopo la cementificazione abusiva degli anni ’80 non ci sembra sia brillato in altre attività.

 Intanto qualche settimana addietro è accaduto un fatto anomalo, si è verificata una tiratina d’orecchie per lo scribacchino della pagina Facebook “Rinnovamento nella competenza”. Difatti è apparso un post nel gruppo “Scifì supra a Facebook” che lasciava intendere che l’intero gruppo politico delle scorse amministrative, di cui fanno parte anche 4 consiglieri di minoranza fossero d’accordo alla secessione. L’amministratore del gruppo, nonché consigliere comunale Stefano Speranza chiede se tutti i consiglieri sono in linea a quanto scritto:

Speranza: – anche i consiglieri di Forza d’Agrò sono d’accordo?-

Rinnovamento: – Ovvio –

risponde l’insolito soggetto, insolito in quanto non si conoscono le generalità dello scrivente. Cosa alquanto strana che la cordata farebbe bene a chiarire per evitare ennesimi scivoloni. Difatti  poco dopo è apparso un post della consigliera Di Cara Valentina la quale con delle emoticon perplesse posta una serie di punti interrogativi.

Da li a poco il post è scomparso!!!!???

A nostro modesto avviso sarebbe necessario fare dei chiarimenti, per quel senso di responsabilità che il ruolo richiede. Ovviamente i chiarimenti li dovrebbero fare, in primis, gli aventi titolo e non quelli che il popolo tromba e spedisce a casa. Il popolo sceglie i propri rappresentanti e da loro vuole spiegazioni.

Queste, secondo noi, le domande che urgono risposte.

  1. Il gruppo Rinnovamento rispecchia sempre gli amministratori d’opposizione o è diventato una cosa privata?
  2. Il gruppo Rinnovamento com’è schierato nella posizione dello scorporo?
  3. I consiglieri Bongiorno, Di Cara, Santoro e Lombardo come si schierano nell0 smembramento e perdita di territorio? (Il quale comporta danni storici, territoriali, economici ed altro).
  4. Chi scrive nella pagina facebook del gruppo, che troppo spesso pubblica post di economia personale andata a male?
  5. Chi scrive lo fa a nome del gruppo o a titolo personale?

Oggi ancora non si capisce bene gli esponenti di Rinnovamento come si schierano in questo fallimentare referendum. Per il ruolo che ricoprono è necessaria una dichiarazione che questo “Giornale”, se loro volessero, potrà ospitare. (naturalmente prima della votazione)

Ovviamente la maggioranza è, ad unanimità, contraria con questo scorporo, gli amministratori hanno l’obligo di tutelare il proprio territorio e la propria storia.

Non si può rappresentare un paese e lavorare per smembralo.

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