Il Museo del cioccolato nel convento agostiniano

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Prenderà il via a breve una nuova avventura per CioccolArt Sicily, la manifestazione che coniuga arte e cioccolato, diventata ormai un appuntamento importante nel panorama turistico – culturale della Sicilia, evento che il Touring Club Italia ha inserito tra le migliori feste del cioccolato.

Dopo sei anni di manifestazioni a Taormina, CioccolArt Sicily approda ora nel piccolo borgo collinare di Forza D’Agrò per diventare un vero e proprio Museo Stabile.

“ Si tratta, afferma la presidente di TaorminaImmagine Donatella Rapisardi, di una nuova esperienza. Siamo felici, prosegue, che l’amministrazione comunale di Forza D’Agrò abbia apprezzato e sposato il nostro progetto. Con il primo cittadino Fabio Di Cara, afferma ancora Donatella Rapisardi, condividiamo l’obiettivo primario della promozione del territorio Siciliano. Aver cambiato location, ci tiene a sottolineare, non intacca in alcun modo i buoni rapporti con gli operatori turistici Taorminesi con i quali oggi piu’ di ieri intendiamo collaborare.”

Grazie al protocollo d’intesa  sottoscritto con il comune di Forza D’Agrò, CioccolArt Sicily può aspirare a diventare davvero una vetrina d’eccezione delle bellezze  e delle maestranze siciliane.

Il Museo Stabile CioccolArt Sicily promette di offrire ai suoi visitatori un viaggio fantastico attraverso la nostra isola, città,  luoghi dalle diverse culture artistiche ed enogastronomiche,  con l’obiettivo di divulgare e far conoscere a turisti e visitatori, quanto bella e interessante culturalmente è la nostra isola.

Non solo questioni economiche ma anche logistiche – A spiegare le ragioni del clamoroso “divorzio” tra Taormina e la manifestazione “CioccolArt”, dopo sei edizioni di successo tenute nella Città del Centauro, è Donatella Rapisardi di “Immagine”, l’associazione artistico-culturale organizzatrice dell’evento. «La scelta di spostarci a Forza d’Agrò – dice – è dipesa anche da fatto che il Comune ci ha dato una struttura in gestione per un lungo periodo (10 anni, ndA), cosa che avevamo inutilmente chiesto a Taormina. Questo ci darà maggiore sicurezza consentendoci di poter programmare. Senza dimenticare che il convento di Forza d’Agrò è una struttura molto grande che ci permette di aprire un vero e proprio museo del cioccolato fisso tutto l’anno». Donatella Rapisardi non chiude però definitivamente le porte a Taormina: «La scelta di un paese vicino ci consentirà di continuare a lavorare con le strutture alberghiere taorminesi che per anni ci hanno supportato, questo è importante». A Forza d’Agrò, oltre al museo permanente, saranno organizzati due-tre eventi nell’arco dell’anno. «Ancora è prematuro parlarne – continua la responsabile di “Immagine” – ma a Pasqua organizzeremo un piccolo evento, prima ancora di aprire il museo, per presentare alla stampa il progetto».

Mancato sostegno – Oltre all’aspetto logistico, il trasferimento della manifestazione da Taormina a Forza d’Agrò è legato soprattutto a ragioni economiche. Rapisardi non vuol far polemica, ma ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «La manifestazione da anni veniva fatta soltanto a mie spese con l’ausilio di amici e conoscenti, anche taorminesi. Ci vogliono otto mesi per organizzare un evento di questo tipo e una manifestazione in continua crescita non può essere gestita certo con i 4mila euro che ci ha offerto quest’anno l’Amministrazione comunale. Non bastano neanche per stampare le brochure…». Dopo le prime due edizioni, per le quali il Comune di Taormina aveva concesso un contributo economico (“Bastato solo per coprire le spese dei maestri pasticceri partecipanti”, precisa l’organizzatrice), il supporto dell’Amministrazione si è limitato alla messa a disposizione dei locali dell’ex Chiesa del Carmine. «Ci abbiamo rimesso economicamente – continua Donatella Rapisardi – ma non solo. Non c’è stata neanche l’attenzione necessaria. Faccio un esempio, venivano gli studenti degli istituti alberghieri per aiutarci e non c’è stata l’accortezza di non fargli pagare il parcheggio. Onestamente non me la sono più sentita di non poter dare neppure un gettone di presenza a chef e pasticceri che venivano da tutte le parte della Sicilia gratuitamente, pagandosi la benzina. Questo non è il modo giusto per gestire manifestazioni di un certo tipo».

 

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