Il Castello Normanno

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Nicola Di Cara – Il sito fortificato, posto in un’eccellente posizione strategica, ha forse origine preellenica, divenendo successivamente un φρούριον (frourion) greco, cioè un “avamposto” militare, un castrum (accampamento) romano, un kastron (insediamento fortificato) bizantino, un qua’a arabo ed infine un castellum normanno. Considerate le caratteristiche costruttive e le analogie con altri castelli, per esempio quello

di S. Niceto in Calabria (vedi F. Martorano, Chiese e Castelli medioevali in Calabria, p. 73), è probabile che la “nostra” fortificazione possa essere stata edificata o riedificata dai Bizantini verso il X secolo, per difendere il territorio dalle incursioni saracene che si erano fatte sempre più frequenti. Secondo la tradizione, comunque, il castello di Forza d’Agrò sarebbe stato eretto in epoca normanna dal Gran Conte Ruggero. L’edificazione ex novo (o, probabilmente, la riedificazione) del fortilizio da parte dei normanni, potrebbe essere avvenuta, o comunque essere stata iniziata, durante il trentennio della conquista dell’isola (1061-1091) da parte di questi “uomini venuti dal nord”. Al Conte Ruggero, morto a Mileto (in Calabria) nel 1101, è succeduto il figlio, ancora minorenne, che, nel Natale del 1130, è stato incoronato nel duomo di Palermo Re di Sicilia col nome di Ruggero II. Questi potrebbe aver ultimato l’edificazione del castello forzese avviata dal padre. La presenza della Torre campanaria e delle feritoie nella cinta muraria contraddistingue le fortificazioni normanne.

Per questo motivo la fortezza “normanna” è databile tra l’XI ed il XII secolo. Del “Fortilicium de Agrò” ne ha parlato l’Abate e Storico Rocco Pirri che, con riferimento alla riedificazione del Monastero dei S. S. Apostoli Pietro e Paolo d’Agrò, documentata nel “Diploma” di Re Ruggero II del 1117, ha scritto che il cenobio basiliano era situato “… presso il fiume di Agrilla posto sulle aspri rupi della fortezza detta Fortilizio di Agrò” (Sicilia Sacra, libro IV, notizia XV, p. 1039). Così pure, nel 1742, il Regio Visitatore mons. Giovanni Angelo De Ciocchis ha scritto, come in precedenza il Pirri, che “Rogerius…templum ac Coenobium S. Basilii extruere coepit in aspris rupibus oppidi Fortilicii de Agrò” (Sancta Regalis Visitatio, p. 355).

Nicola Di Cara

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