Il tribunale respinge il ricorso per la decadenza da sindaco di Fabio Di Cara

La corazzata demolitrice forzese
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FORZA D’AGRO’ – Il tribunale civile di Messina, collegio per le cause elettorali (presidente Minutoli, a latere Orifici e Bonfiglio) ha rigettato il ricorso per la decadenza del sindaco di Forza D’Agrò, Fabio Di Cara, per incompatibilità, respingendo la richiesta di un cittadino elettore del comune jonico che motivava la domanda sul disposto dell’art. 12, co. 6, legge regionale 26 agosto 1992, n. 7, secondo cui “non possono far parte della Giunta il coniuge, gli ascendenti ed i discendenti, i parenti e gli affini sino al secondo grado, del Sindaco, di altro componente della Giunta e dei consiglieri comunali”. Fabio Di Cara sindaco ed il fratello Emanuele, consigliere, secondo il ricorrente non potevano stare nella stessa amministrazione.

L’avv. Nino Gazzara, che assisteva Fabio Di Cara, ha prodotto una circolare esplicativa dell’assessorato regionale per le autonomie locali, del 12 marzo 2012, nella quale veniva chiarito che l’invocata incompatibilità non poteva operare tra il sindaco (eletto dal popolo) ed il consiglio comunale (anch’esso eletto). Il presidente Minutoli ha rilevato che seppur il Sindaco fa parte della Giunta comunale è altresì certo che egli ha un’autonomia organica e funzionale dalla seconda, ed in conclusione ha scritto nella sua ordinanza che  “il ricorso va rigettato, in quanto la causa di incompatibilità non si applica al Sindaco, ma solo agli altri componenti della Giunta comunale”.

Il tribunale ha quindi deciso la compensazione delle spese “attesa la sostanziale novità della questione trattata e la complessità della stessa sul piano interpretativo” difatti era la prima volta che veniva esaminato questo tipo di problema per la contemporanea presenza di due fratelli nella stessa amministrazione. Proprio per questo la gestione del Forza D’Agrò era diventa un caso regionale e c’era molta attesa per la decisione del tribunale di Messina. Il collegio giudicante ha anche dichiarato la contumacia del Comune di Forza D’Agrò, ritualmente citato in giudizio e non costituitosi. “Non posso che manifestare soddisfazione per il provvedimento del Tribunale di Messina – ha dichiarato il sindaco Di Cara – anche se ero piuttosto tranquillo sull’esito, considerato che la legge è abbastanza chiara. Ringrazio gli avvocati Nino Gazzara e Salvatore Gentile per la difesa, in quanto hanno esposto al Tribunale in maniera incontroversa le ragioni della legittimità della mia elezione. Le elezioni si vincono con il consenso popolare e non a colpi di sentenze. E dico anche che questo modo di fare politica è ormai inesorabilmente tramontato. Che ne prendano consapevolezza!”.

Non è la prima volta che lo stesso cittadino elettore chiede la decadenza del sindaco Di Cara. Nel 2012 la richiesta venne ritenuta illegittima dall’assessorato regionale delle autonomie locali il quale chiarì che “la previsione di incompatibilità sussiste, relativamente ai rapporti di parentela e di affinità, tra il sindaco (non compreso dalla espressione “altri componenti della giunta” ed i consiglieri comunali”.

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