Scifì senz’acqua, il sindaco protesta con l’Eas e dispone la distribuzione con una autobotte

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FORZA D’AGRO – Da più di ventiquattrore senza acqua i circa 400 residenti di Scifì. Un improvviso guasto alla elettropompa che solleva l’acqua dalla presa dell’acquedotto Eas ha impedito al serbatoio di riempirsi come consueto, e che, quindi,  dato il consumo, si è svuotato in un baleno. Disagi e proteste in tutta la frazione. Dal Comune fanno sapere che si tratta solo di un guasto tecnico di competenza dell’Eas. L’amministrazione comunale tramite il vice sindaco Massimo Cacopardo è subito intervenuta per sollecitare il referente comunale Antonino Chiavetta della società che gestisce l’acquedotto, a ripristinare la normale erogazione. Tuttavia bisognerà aspettare i tempi tecnici per la riparazione o la sostituzione della elettropompa al servizio dell’impianto di sollevamento per la rete idrica di Scifì, ma dall’Eas, comune e residenti non riescono ad avere alcuna informazione tanto che il sindaco Fabio Di Cara ha inoltrato una lettera di protesta all’Eas ed informando della situazione il prefetto ed i carabinieri. Nella stessa lettera il sindaco dichiara la disponibilità dell’amministrazione comunale a provvedere all’intervento tecnico che consenta il ripristino dell’erogazione.

Oggi il sindaco ha disposto che la popolazione di Scifì venga rifornita mediante autobotte. Intanto che si provveda, da più di 24ore 400 cittadini sono con i rubinetti asciutti. L’Ente acquedotti siciliani, come è noto, è in  liquidazione dal 2004 in seguito alla costituzione della società mista “Siciliacque spa”. L’Eas nella Val d’Agrò è proprietaria degli acquedotti di Forza D’Agrò, Casalvecchio e Savoca e spesso, date le difficoltà finanziarie dell’ente, nel recente passato sono stati gli stessi comuni a dovere provvedere con i propri soldi alle riparazioni delle reti idriche ormai vetuste e colabrodo. Certo è curioso che per la frazione Scifì, che è letteralmente bagnata da due torrenti copiosi d’acqua dotati di acquedotti ottocenteschi, non si sia pensato a trivellare pozzi per l’autosufficienza idrica, indipendente dall’Eas.

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