Forza d’Agrò cambia per tornare a splendere come un tempo

Uno dei restauri migliori di Forza d'Agrò
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Forza d’Agrò – Da decenni si parla di tutelare e recuperare l’antico splendore del nostro paese. Mai nessuno si era però impegnato seriamente affinché le nostre bellezze venissero tutelate e conservate. Al sindaco cav. Guarnera si deve riconoscere il merito di aver individuato nel nostro paese il centro storico, quella porzione di territorio che per le sue bellezze e le sue particolarità va tutelato e presentato ai turisti come fiore all’occhiello. Fu anche per queste bellezze che nel 1956 Gustavo VI Adolfo di Svezia, appassionato di archeologia visitò il nostro centro.

Le amministrazioni successive nonostante fosse ormai palese l’attenzione dei turisti e l’aumento di sensibilità dei cittadini hanno fatto ben poco, se no nulla, per tutelare i nostri beni. Di tanto in tanto è venuta fuori qualche delibera che però si rivelava da subito vuota nei contenuti e nelle regole.

Da qualche mese l’amministrazione Di Cara ha varato in consiglio comunale il primo vero regolamento per il centro storico.

Il nostro centro, in parte deturpato in un periodo in cui l’esigenze e la sensibilità della gente erano diverse, va tutelato e ripreso. La nostra storia passa attraverso le mura, le pietre e gli elementi architettonici che lo distinguono e come tale vanno preservati e curati. Dopo qualche anno di lavoro è stato stilato un regolamento che interessa tutto il centro storico e le zone limitrofe. Particolare attenzione anche per il quartiere “Maglia”, che nonostante sia uno dei luoghi dove furono realizzati i primi insediamenti ricade in zona “B” (zona edificabile).

Con il seguente regolamento vengono buttate le basi per la tutela di tutte quelle case che si sono conservate nei secoli, ma si vuole anche, con il tempo, recuperare quanto deturpato negli ultimi decenni.

L’importanza dell’argomento ha unito l’intero consiglio, il quale ad unanimità si è espresso in modo favorevole affinchè si tuteli il nostro patrimonio. Un patrimonio che i nostri avi hanno realizzato con fatiche trasferendoci la responsabilità di curarlo e consequenzialmente tocca a noi salvaguardare e trasferire questi beni ai nostri figli.

Il regolamento contiene 35 articoli che normano come ristrutturare le nostre case nel rispetto della nostra storia. Sono state previste anche le sanzioni per chi non si attiene. Chi non rispetta le regole oltre a pagare le sanzioni dovrà successivamente attenersi alla regola, quindi, se non si vuole pagare inutilmente per poi tornare indietro sui propri passi, è meglio rispettare le norme dal principio.

Riportiamo di seguito alcuni dei punti più salienti, il resto lo potrete leggere nell’allegato.

In tutte le porte e le finestre gli stipidi dovranno essere realizzati di pietra arenaria con taglio irregolare dello spessore minimo di 15 cm (quindi niente più soglie di 2 o 3 cm di marmo o altro). La porta d’ingresso della casa dovrà essere ad arco  a tutto sesto con chiave.

Tutti gli infissi dovranno essere, al piano terra di legno, il portone d’ingresso dovrà essere di stile tavolato come si usava fino ai primi del ‘900. I piani primi e successivi si potranno realizzare infissi di altro materiale esclusivamente di color legno, noce scuro o castagno.

Le coperture dovranno essere esclusivamente realizzate con tegole del tipo “coppo siciliano” ad invecchiamento naturale.

Gli intonaci dovranno essere realizzate senza le line guida tecnicamente chiamate sesti. L’intonaco dovrà seguire l’andamento naturale della casa. I colori di riferimento sono casa gullotta di piazza Calvario, ex caserma dei carabinieri, casa Miano Gruber, Casa prof. Taccolini e quartiere Quartarello. È vietato fare marcapiani o rifasci di altro colore, la colorazione dovrá essere uguale ed ininterrotta. È vietato fare rifasci in pietra come zoccolatura.

E’ vietato installare climatizzatori o pompe di calore a vista, le macchine devono essere nascoste, dove non possibile dovranno essere utilizzate apparecchiature senza unità esterna.

Non potranno fuoriuscire travi dai muri perimetrali delle case, il tetto dovrá finire con la storica “cappuccina”. Su tutte le case prive di tetto dovrà essere ripristinata la copertura seguendo l’orientamento storico o quello delle case limitrofe.

I pluviali dovranno essere di terracotta. Questi sono alcuni dei punti più salienti, il resto lo troverete nel testo completo.

Adesso tocca a noi ridare splendore alle nostre case, quel fascino che rivaluterà il nostro immobile e che ci darà la possibilità di attrarre più turisti. Quando in un centro l’economia va a gonfie vele ne usufruiscono tutti, soprattutto in un luogo dove chiunque ha una seconda casa, che può fruttare un secondo reddito.

Sono i piccoli dettagli che faranno diventare la vostra dimora molto più bella.

 Regolamento centro storico forzese

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