La storia del duomo di Forza d’Agrò

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Prof Nicola Di Cara storico forzese

Forza d’Agrò – Mercoledi 21 dicembre il prof. Nicola Di Cara, forzese che vive a Conegliano Veneto da quasi quaranta anni, nonché studioso e conoscitore del nostro paese ha tenuto una conferenza, per spiegare e portare a conoscenza dei più, la storia del nostro Duomo.

Ha iniziato a studiare la nostra terra molto giovane ed il suo archivio fotografico inizia a prendere vita negli anni ’60. Le sue vacanze le passava gironzolando, con macchina fotografica a tracollo, sul territorio per raccogliere più materiale possibile. Tutte le notizie trovate venivano poi trattate e sviluppate durante l’inverno, così da non smettere mai di lavorare per il suo amato paese. Ma non finiva qui il lavoro dell’anno, questo perché abitualmente distribuisce incarichi ai figli, che fanno le vacanze in periodi diversi, affinche trattino argomenti che necessitano approfondimenti in loco. Una sorta di macchina da guerra di storia forzese che non lascia mai tregua, sempre allo studio di nuovi argomenti o alla ricerca di “resti arcaici di mura elleniche”.

mons. La Piana, padre Currò
Lapide commemorativa gettata in giardino

Più di due ore filate, non trascurando nessun particolare della nostra chiesa dedidicata, ufficialmente da padre Gennaro Currò ed il vescovo La Piana il 14.10.2011. Quadri, statue, altari, cripte, distruzione e ricostruzione sono state ampiamente descritte dallo studioso non lasciando nulla al caso. Si parte dalla lapide posta alla sinistra dell’altare principale dove, grazie a quanto inciso, si ricorda che sono passati 300 anni esatti dalla ricostruzione della chiesa. Si conclude con quanto scritto nella lapide “fantasma”, cioè la lapide che riporta la dedicazione della chiesa e del benefattore che ha concesso la realizzazione dell’ambone. La lapide si trovava alla sinistra dell’altare dedicato alla Reposizione. Per motivi oscuri è stata staccata e gettata fuori dalla chiesa dall’attuale parrocco. Ad oggi non si conoscono ancora i motivi del gesto ne tanto meno si sa perché non è stata più ricollocata. Sono solo voci maligne quelle che dichiarano  che quella lapide porta incisi nomi scomodi per il prete, i quali sarebbero quello del suo predecessore padre Gennaro Currò e del sindaco avv. Fabio Di Cara, sembrerebbe che il parroco snobbi i due e soffra della loro presenza ingombrante. Questo si potrebbe evincere anche dal fatto che alla conferenza non sono state invitate ne le autorità civili ne quelle militari ne tanto meno padre Currò fautore della dedicazione della chiesa. Fatto grave per questi tipo di eventi. Certamente noi non sappiamo se tutto questo sia vero ma possiamo confermare che alcune delle cose sopra descritte siano realmente accadute.

Comunque come dicevamo la conferenza si conclude ricordando i lavori degli ultimi benefattori uno dei quali appunto riportato nella lapide commemorativa.

La domanda nasce spontanea può un parrocco sentirsi Dio in terra e strappare la storia della nostra comunità perché a lui non piace?

Se i parrocchi che l’hanno preceduto avessero staccato dal muro la lapide che riporta la notizia della ricostruzione della chiesa quest’anno cosa avremmo festeggiato? A voi le risposte.

A noi non rimane che complimentarci con il prof. Di Cara per la conferenza tenuta, per averci, come un professore fa con i suoi alunni, spiegato la storia di uno dei beni più importanti del nostro territorio. Lo ringraziamo anche per averci trasferito la sensibilità ed il rispetto che dobbiamo al nostro Duomo ed a tutto ciò che lui contiene.

Tutto quello che ha spiegato l’ingegnere Di Cara e molto altro è raccolto in un libro dedicato alla chiesa della SS. Annunziata. Libro che potrebbe essere pubblicato grazie a qualche benefattore che tiene a cuore il nostro paese. Quindi se mai ci fosse qualcuno che nutre questa bella intenzione può contattare il professore Di Cara, anche tramite noi, e darci la bella notizia. Solo gli scritti possono tramandare la nostra storia….se non vengono distrutti.

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