Consiglio comunale cinematografico

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Forza d’Agrò – Il consiglio comunale di sabato 24 maggio grazie a questa minoranza rimarrà nella storia. Si può tranquillamente affiancare a molte opere cinematografiche; si è vissuto il thriller, il poliziesco, il comico ed in fine storie realmente accadute.

Tutto ha inizio nel secondo punto all’ordine del giorno: Variazione al bilancio di previsione esercizio finanziario 2019-2021, esercizio provvisorio 2020 – Ratifica della deliberazione di G. C. n° 43 del 01.04.2020.

I consiglieri di minoranza sembrano un po’ agitati, la cosa certa è che parlano uno sopra l’altro per tutto il consiglio, forse c’è chi non vuole perdere la leadership, (anche se l’accordo elettorale prevede questo) e chi si fa avanti con forza. Ovvio che questa è una supposizione che in caso contrario non trova spiegazione. Ma noi siamo capaci anche a sistemare questo aspetto….

Da qui parte il sequence cinematografico, si inizia con il thriller: dagli scranni della minoranza ad unisono, accuse contro la maggioranza per la modalità con cui ha assegnato i buoni per l’emergenza corona virus. Oggetto della discussione: l’inserimento, da parte del sindaco e la sua squadra, dell’ISEE tra i documenti da presentare.

La giunta, ad onor del vero, ha stabilito modalità attuate da centinaia di comuni tra le quali la presentazione dell’ISEE. Anche se i più sanno cos’è questo indicatore, siamo costretti a spiegarlo perché sembrerebbe che un consigliere sconosca questo strumento. La percezione ci giunge quando, durante un intervento del presidente Bartolone, il quale stava spiegando che uno degli indici presi in considerazione sono i risparmi depositati negli istituti bancari, il consigliere insorge.


L’ISEE è l’indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata.

La probabile sconoscenza dell’argomento ha fatto sbottare un consigliere, che interrompendo il presidente, dice di smetterla di raccontare storielle e fare stupidi esempi.

Chiaramente non si trattava né di un esempio né di una storiella ma soltanto di un indice di seria importanza. Senza questa lista si potrebbe sottrarre ad un bisognoso un diritto per darlo a chi in banca ha migliaia di euro.

Quindi è difficile capire come mai i consiglieri si siano tanto infervoriti, questo indice tutela ancora di più i veri bisognosi.

Il dibattito continua tanto da giungere ad un’altra perla di saggezza. I consiglieri sostengono più volte che alcuni cittadini hanno fatto false autodichiarazioni.

Dai banchi di maggioranza sia il vice sindaco Cacopardo, che il vice presidente Smiroldo ed il consigliere Di Cara invitano la minoranza a denunciare nelle sedi opportune la grave accusa lanciata.

Non si fermano qui, accusano anche di non aver preso in considerazione i non residenti domiciliati in paese. Innanzitutto i domiciliati si contano sulle dita di una mano e tutti sono collegati alle attività di ristorazione. La ristorazione a Forza d’Agrò ha chiuso lunedì 09 marzo e questi soggetti, se lo avessero voluto, potevano rientrare nel comune di residenza.

Se non è stato un problema per migliaia di siciliani domiciliati al nord rientrare in Sicilia, non sarebbe stato un problema per i nostri domiciliati spostarsi di qualche comune. Inoltre i domiciliati forzesi potrebbero usufruire di altre agevolazioni nel comune di residenza, agevolazioni sia per il corona virus che per altro. Quindi, non si capisce perché tutto questo accanimento che avrebbe tolto benefici ai residenti per darli ai domiciliati che avrebbero potuto avere lo stesso beneficio nel proprio Comune.

A questo punto il thriller entra nel vivo per lasciare spazio a fatti realmente accaduti, sembra di rivivere la storia di un testimone di una grave tragedia accaduta nella nostra nazione.

I consiglieri fanno una dichiarazione di voto esattamente contraria a quanto sostenuto per l’intero argomento. Praticamente una “misserata”, due versioni sullo stesso punto.

Dichiarano che non hanno nulla contro i cittadini che poco prima denunciavano per avere ottenuto il beneficio. Cinque minuti prima erano cittadini che hanno beneficiato non avendo diritto e cinque minuti dopo non erano contrari a tali cittadini beneficiari.
Una prassi ormai ben conosciuta, prima lupi poi agnelli. Prima danno sfogo alla rabbia che hanno dentro, subito dopo per far presa su qualche sprovveduto cercano di mascherare l’odio con paroline dolci.

Non è chiaro a tutti ma questo melodramma sembrerebbe avere molto il sapore degli interessi personali, ci volevano forse delle regole ad personam per congiunti e simpatizzanti loro.

Quest’alba non ha mai visto la luce del sole e pure sembra già giunta al tramonto. Perché finché si va avanti a taralucci, vino, balli e canzonette tutto va bene ma quando entrano interessi iniziano i primi problemi. Questo l’avevamo annunciato in tempi non sospetti, difatti avevamo scritto che le accozzaglie a lungo andare si scontrano tra di loro.

Tutto ciò accade al 6 punto all’ordine del giorno:

Approvazione piano delle alienazioni e valorizzazioni immobili ex art. 58, del D. L. n. 112/2008 convertito nella legge n. 133/2008

Un consigliere dichiarando di essere parte interessata si alza ed esce dall’aula.
La maggioranza, i tecnici restano a bocca aperta; il consigliere in questione aveva votato, l’anno prima, favorevolmente questa proposta. La votazione quindi riguardava un argomento già presentato in consiglio comunale che non aveva subito nessuna modifica. Eppure a distanza di un anno stessa proposta: un voto favorevole ed una uscita di scena.

Tutti si chiedono come mai visto che, la proposta, non entra nel merito di nessun argomento se non quello di mettere in vendita relitti o strutture al quale il comune non è interessato. Grazie proprio alla vendita di questi relitti si porterebbero nel bilancio comunale entrate extra.
Il perché di questo allontanamento sembrerebbe percepirsi al momento della votazione. Il consigliere di minoranza rimasto sugli scranni vota contrario alla proposta.

Sembra che la situazione è al quanto ingarbugliata, ma si potrebbe giungere alla seguente conclusione. Un consigliere è favorevole mentre l’altro si trova tra l’incudine ed il martello, così si giunge alla soluzione che chi è favorevole esce, mentre l’altro, che deve tutelare anche chi ha mosso le fila di questa squadra vota contrario.

Per questa volta una pezza è stata messa ma presto le cose si potrebbero complicare.

In tutto ciò, la maggioranza ha capito che la minoranza va assecondata, quindi la fa sfogare, la fa credere importante tanto alla fine le decisioni le prende l’amministrazione…..si sa che “…i maccarruni incunu a panza…”

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