Visita dei tre Angeli ad Abramo

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Forza d’Agrò – Il viaggio apostolico di Papa Francesco in Iraq (5-8 marzo 2021), nella terra che fu di Abramo, simbolo dell’ospitalità, fa ricordare a tutti noi, ancora una volta, la religiosità dei nostri antenati, che hanno voluto, quale rappresentazione della Confraternita della SS. Trinità, proprio Abramo che accoglie nel deserto tre Angeli (simbolo della Trinità).

Dal libro della Genesi (18,1-10a): “In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: … Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi …”.
Noi Forzesi siamo fortunati: grazie alla religiosità ed alla lungimiranza dei nostri antenati, oggi possiamo ammirare nella chiesa della SS. Trinità l’immagine sacra che rappresenta la “Visita dei tre Angeli ad Abramo” nota anche come “Abramo nel deserto”, attribuita inizialmente ad Antonello da Messina. Il quadro esposto sull’altare maggiore della chiesa della Triade non è però quello originale del ‘400 (rubato nel 1971) ma una copia. Quando nel 1953 l’opera ha subito un restauro per essere esposta ad una mostra dedicata ad Antonello da Messina e ai pittori del ‘400 in Sicilia, i tecnici hanno ritenuto di assegnare l’opera in questione ad Antonio Giuffrè, pittore sempre di scuola antonelliana, ed hanno effettuato il trasporto del colore dalla tavola alla tela.
L’opera originale, quando è stata trafugata dalla chiesa della Triade, era custodita in una teca di vetro tra l’altare di San Giuseppe e quello dedicato a San Tommaso da Villanova, dove oggi c’è la Cappella della SS. Trinità.
Il quadro raffigurante la “Visita dei tre angeli ad Abramo”, a ragione, si può dire che rifletta l’immagine della gente forzese e, in particolare, dell’antica Confraternita della SS. Trinità, per il suo significato che ha radici profonde nell’animo popolare: quello dell’ospitalità. Il pane, rappresentato sulla tavola imbandita ed offerto con le altre vivande da Abramo agli Angeli, è divenuto il simbolo di una tradizione secolare: la “distribuzione gratuita” al forestiero benevolmente accolto. La distribuzione di piccole ciambelle (cuddùri, in dialetto), ai nostri giorni avviene durante la festa della SS. Trinità e il Lunedì dell’Angelo (Pasquetta).
Noi Forzesi siamo orgogliosi del patrimonio religioso ed artistico che i nostri antenati hanno prodotto e che ci hanno lasciato in custodia.

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